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Basso e Basso il bello della cartoleria!

12 Apr, 24 | La cartoleria del mese

A Milano, in viale Monza, c’è una cartoleria dal carattere moderno e storico allo stesso tempo, che dà il benvenuto alla clientela con un ampio ventaglio di prodotti, un servizio attento e un sottofondo musicale accogliente. Stiamo parlando della cartoleria Basso e Basso: scopriamola insieme a Davide, il titolare.

■ Ci racconta la storia del negozio? Come nasce la cartoleria? Il mio spirito imprenditoriale nasce con mio nonno, che nel 1933 fondò il Bar Basso, un locale molto noto a Milano. Questa attività è rimasta di proprietà della nostra famiglia fino al 1966, quando mio padre decise di entrare nel mondo della cartoleria. Così è iniziata la storia della cartoleria Basso, prima con la gestione dei miei genitori e, successivamente, con quella di noi figli: abbiamo due cartolerie, una in viale Monza, nei pressi del negozio originario, gestita da me, e una in corso Lodi gestita mio fratello. Si può dire che io sia nato in cartoleria, fin da bambino ho respirato e imparato a conoscere questo settore.

■ Alla luce della sua esperienza, come si è evoluta la cartoleria nel corso degli anni? 

Per alcuni aspetti questo mondo è cambiato in positivo. Abbiamo ampliato notevolmente la nostra offerta, che non è settoriale, non abbiamo una specializzazione: spaziamo dalla cancelleria per scuola e ufficio fino al giocattolo e al gadget. Cerchiamo di coprire tutte le esigenze dei nostri potenziali clienti, dalla prima infanzia fino alla vita professionale. La tecnologia ci ha permesso di ampliare ulteriormente la nostra offerta, deviando in parte dalla classica cartoleria, con il servizio di stampa, timbri e targhe, senza però snaturare l’identità classica della nostra attività. Inoltre, sono rimasto l’ultimo cartolaio della zona, cosa che mi permette di avere un bacino di utenza abbastanza grande, a testimonianza del fatto che la cartoleria è ancora un punto di riferimento all’interno dei quartieri.

■ Non esiste, quindi, un “cliente tipo” della cartoleria Basso e Basso? Esatto, il bello del mio lavoro è poter rispondere alle esigenze di diverse figure, dal bambino al professionista, dal genitore all’appassionato. Non abbiamo un “cliente tipo” proprio perché il nostro catalogo è talmente ampio che richiama un’utenza più variegata, che ci riempie la giornata. Inoltre, la nostra attività ha anche un carattere storico e familiare, tanti clienti di oggi conoscevano i nostri genitori, molte persone si stringono attorno al nostro negozio a livello di comunità.

■ Come sono cambiate le dinamiche di questo settore? Nel nostro negozio continuiamo ad avere un buon afflusso di clienti, al contrario di quanto affermano molti cartolai. Sicuramente non stiamo vivendo l’epoca più florida della storia della cartoleria, ovvero gli anni ’70 e ’80, ma non si può certo affermare che per questo settore non ci sia futuro. Certo, bisogna essere aperti al cambiamento e darsi da fare. Bisogna rimanere aggiornati e seguire il lancio di nuovi prodotti. È importante, inoltre, seguire la stagionalità e le ricorrenze, non solo per acquisire un’entrata in più in un determinato periodo dell’anno ma anche per soddisfare a 360 gradi le esigenze del cliente e farsi ricordare.

■ Come affrontate la concorrenza di altri canali distributivi? Ogni canale distributivo attira una tipologia di clientela con esigenze differenti. Il punto di forza delle cartolerie è l’assistenza al cliente in fase di acquisto. Anche altri settori merceologici devono convivere con la concorrenza della grande distribuzione, non è una problematica relativa esclusivamente alla cartoleria. Io stesso faccio spesso acquisti al supermercato, ma quando devo comprare un prodotto più specifico mi rivolgo al negozio specializzato per toccare con mano l’oggetto ed essere consigliato. Vediamo spesso questa dinamica nel periodo del back to school: le piattaforme di e-commerce permetto, ormai, di acquistare anche una singola matita con un semplice click, ma i clienti continuano a venire in negozio perché hanno piacere ad essere seguiti nella scelta del materiale scolastico, non solo i clienti storici ma anche le nuove generazioni di genitori.

Un altro vantaggio che i negozi di settore offrono, a differenza dei supermercati, è l’ampia gamma di alternative per lo stesso prodotto in termini di brand, qualità e costi. L’assortimento è quindi un requisito fondamentale per le cartolerie. Inoltre, come gruppo d’acquisto un paio di anni fa abbiamo istituito il Tinta Unita Shop, una realtà che produce svariati articoli di cancelleria con il proprio marchio. Questi prodotti si trovano solo nelle cartolerie aderenti, non negli altri canali distributivi. È una strategia di marketing che sta dando i suoi frutti. Quindi, per concludere, è ovvio che la concorrenza della grande distribuzione e di internet abbiano avuto un effetto sulle vendite delle cartolerie, ma non bisogna considerare solo il lato negativo della medaglia. Ci sono realtà, come la nostra, che lavorano per distinguersi e per instaurare un rapporto di fiducia con la clientela.

■ Rivolgendosi ai suoi colleghi cartolai, quale messaggio lancerebbe? Direi loro di aggiornarsi, di innovare, di rinnovare l’offerta e di prestare attenzione al servizio al cliente. Non ci si può più fermare alla classica vendita di articoli di cancelleria. Bisogna spendersi in prima persona per creare una community attorno al negozio, rendendolo un punto di riferimento per il proprio bacino di utenza. È questa la chiave per portare avanti positivamente la nostra attività anche in periodi difficili.

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